lunedì 22 febbraio 2010
Dal software libero a wikipedia. Collaborare in rete.
Luogo: SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303, Firenze
con Gianni Comoretto (Osservatorio astrofisico di Arcetri) e Lorenzo Losa (amministratore di Wikipedia).
Moderatore: Franco Bagnoli (Dipartimento di Energetica, Università di Firenze)
Losa: Uno dei problemi maggiori di compatibilità è dato dall'uso di formati non standard. Bisogna prendere l'abitudine di lamentarsi con i produttori.
Pubblico: La conoscenza andrebbe considerata un bene comune. Bisogna andare oltre la dialettica tra copyright e pirateria. Come gestire la tutela della cultura?
Pubblico: Per l'affidabilità c'è bisogno di più spirito critico da parte degli utenti.
Losa: Spesso nelle pagine di Wikipedia ci sono degli avvisi tecnici che possono dare informazioni aggiuntive sull'affidabilità, per esempio che una pagina non soddisfa i criteri di qualità di Wikipedia. Il copyright deve essere una garanzia per l'autore, non un vincolo per l'utente. Il copyleft cerca di ovviare a questi problemi.
Pubblico: Wikipedia è così affidabile che può causare un abbassamento delle difese critiche.
Losa: Cosa si potrebbe fare per evitarlo?
Pubblico: Qual è il livello di democraticità del software libero e di Wikipedia? In Wikipedia le pagine sono sostanzialmente indipendenti, mentre nel software libero una modifica può causare danni in applicazioni anche non direttamente collegate. In Wikipedia mi sembra che si tenda sempre ad una media, l'eccellenza non partecipa...
Losa: Quando partecipano tante persone non si fa la media, ma di solito si prende il meglio. In ogni caso basta indicare la sorgente del dato.
Comoretto: Il software deve essere scritto in maniera chiara per poter essere modificato. Ci sono anche strumenti tecnici per gestire questo processo, come si usa fare in ambito scientifico. C'è sempre un coordinatore che però è una persona a pari livello delle altre. Anche in altri ambienti si è visto che i sottoposti tendono a mentire al "capo" per far vedere che tutto va bene. Tutto questo è descritto nel libro di Stallman "La cattedrale ed il bazaar".
Pubblico: Come sono state scelte le regole di Wikipedia? Perché funzionano?
Losa: Le regole sono state scelte in maniera pratica, costruite strada facendo. Le 5 regole sono: Wikipedia è una enciclopedia. Wikipedia è a contenuto libero. Ci sono delle regole. Bisogna assumere un punto di vista neutrale. Wikipedia non ha regole fisse. Quest'ultima regola serve perché le regole devono avere il compito di semplificare la vita, non di complicarla.
Comoretto: Per la sicurezza, nessuno garantisce che un software sia assolutamente sicuro, è sempre una gara tra serratura e grimaldello. Il software libero è comunque più più rapido a correggersi, è meno attaccato anche perché è meno diffuso e anche perché è basato su Unix, che è un sistema nato in rete. Inoltre si sa cosa sta girando, non ci sono backdoors.
Pubblico: Cosa succederà tra 5 anni? Quale evoluzione del software? Il software libero è solo per le nicchie di mercato come i farmaci per le malattie rare? E come sarà la conoscenza digitale tra 5 anni?
Losa: Tra 5 anni ci saranno sicuramente tante più informazioni sia libere che proprietarie. Per gli ebook reader siamo solo all'inizio e i contenuti sono bloccati e cari. Il futuro è difficile da prevedere, sono solo 2-3 anni che Wikipedia è conosciuta a livello globale.
Comoretto: Non mi aspetto grandi differenze. quasi tutto il software chiuso a un equivalente libero. Quando il software nasce dalle esigenze delle persone di solito si trova chi lo scrive in formato libero. Viceversa, direi che quello di nicchia è il software chiuso, legato ai driver, firmware e ai giochi, che sono oggetti di rapida obsolescenza.
Pubblico: Chi paga Wikipedia e perché?
Losa: I costi di Wikipedia sono per fortuna contenuti. L'anno scorso abbiamo speso 10 milioni di dollari, e nella campagna di poche settimane alla fine dell'anno abbiamo raccolto 5 milioni di donazioni, altri due sono stati dati da Google, il resto è stato raccolto durante l'anno. Google collabora ovviamente perché Wikipedia gli fa comodo..
Pubblico: Come sono fatte le persone che stanno dietro Wikipedia ed il software libero?
Comoretto: Di solito sono programmatori bravi, ma che non lo fanno per mestiere, oppure professionisti del software libero.
Losa: I wikipediani sono molto variegati, dai 12 agli 80 anni.
Pubblico: Molti sono programmatori pagati da grandi ditte.
Pubblico: Forse bisognerebbe che le università e gli enti pubblici investissero in questi contributi liberi. E forse bisognerebbe migliorare la situazione dei micropagamenti, tipo flatr.
Losa: Ci sono comunque dei settori che sono indietro: musica, libri e film.
Comoretto: La SIAE non aiuta certo. Una volta non capivano perché non volevamo mettere il bollino sui cd di Linux...
Pubblico: Quali sono i progetti falliti?
Losa: Ci sono molti progetti in corso d'opera che un po' stentano, per esempio il progetto openstreetmap.
Comoretto: Firefox per esempio è partito molto male, quando Netscape decise di rilasciare il suo software sotto licenza open, ci sono stati dei grossi errori di gestione. I progetti molto complessi ovviamente non si possono gestire in maniera spontaneistica.
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giovedì 28 gennaio 2010
Smuovere il risparmio energetico
Caffescienza del 28/1/2009
http://www.caffescienza.it/index.php?option=com_content&task=view&id=173
con Giuseppe Grazzini (Dipartimento di Energetica, Università di Firenze) e Valerio Parigi (FIAB-Firenze In Bici)
Moderatore: Giovanni La Penna (Istituto di Chimica dei Composti OrganoMetallici, CNR)
Appunti di Franco Bagnoli
Partecipano circa 65 persone.
Giovanni presenta un bicicletta a trazione assistita, simile a questa
Grazzini presenta delle slide. Siamo noi paesi Europei e Stati Uniti che consumiamo la gran parte delle risorse e quindi dobbiamo ridurre i nostri consumi. Il picco della produzione petrolifera (che si presume sarà raggiunto al più entro il 2020) il che causerà un aumento notevole del costo dell'energia. Bisogna ricordare che la crisi del '29 finì effettivamente nel '45 con la seconda guerra mondiale, nonostante i costi bassi dell'energia. A Copenaghen i politici si sono messi d'accordo per un aumento di 2 gradi. Con 3 gradi (vedi slide) ci saranno tante parti dell'Italia sotto il livello del mare. Ma non si è previsto nulla per la difesa del litorale. Bisogna tenete presente che la maggior pare del consumo dell'energia va nel riscaldamento. Lo sviluppo sostenibile vuol dire mantenere un'alta qualità della vita senza esaurire le risorse. Ma la termodinamica pone dei limiti a quello che si può fare. Le tecnologie a disposizione sono il fotovoltaico, l'eolico e soprattutto il risanamento degli edifici. dobbiamo avere un uso più razionale dei combustibili, per esempio attraverso la cogenerazione (riutilizzo del calore prodotto in ambienti industriali). Nel 1930 da un kg di petrolio si ottenevano "100kg" di energia. ora siamo a venti, eppure la gente ne vuole sempre di più. Con la scomparsa dell'energia a buon mercato la nostra società può collassare. Ma per risparmiare dobbiamo cambiare il modello sociale.
Parigi: Gran parte dei consumi è dovuta ai trasporti. Il motore a scoppio ha una efficienza piuttosto bassa (circa il 14% ndr). Nel modello europeo di mobilità l'auto deve essere l'ultima ancora. Prima di accendere la macchina occorre accendere il cervello. Ma le automobili già presenti impediscono la redistribuzione dello spazio stradale. Il Europa la bicicletta rappresenta il 10-20% dei trasporti, con punte del 40-45% per esempio a Muenster (Germania) e in altre città europee , superando l'automobile ed anche i trasporti pubblici. Anche a Firenze si potrebbe raggiungere una quota notevole di trasporto in bici con investimenti modesti. L'associazione Firenze in bici (FIB) ha monitorato cosa succede ai varchi della ztl contando le bici e i motorini (che non sono monitorati dalle telecamere) e confrontando i dati con quelli delle automobili. In Ottobre 2009 sono ntrate /uscite dalla ZTL oltre 6000 bici in due ore (7:30-9:30) del giorno di rilevazione, una ogni 3 motorini. Questo vuol dire che a Firenze ci sono 20-25.000 persone che usano la bici. Bisognerebbe certamente intervenire sullo spazio stradale. La soluzione è l'intermodalità, come si fa in Europa, dove le bici si possono portare in treni e metropolitane. Un'altra risorsa è il bike-sharing, o anche l'intermodalità auto-bici. Bisogna per esempio intervenire sulla moderazione del traffico, impedendo l'attraversamento dei quartieri, ma prevedendo percorsi che "tornano indietro" dopo aver raggiunto una determinata area, strade a corsia singola a bassa velocità. La bici è la soluzione perfetta per un range di spostamenti di 5-7 km, ma ovviamente dobbiamo prevedere delle piste ciclabili che siano collegate, non come a Careggi la cui pista ciclabile è scollegata dalle altre.
Pubblico: Che cosa dite delle caldaie a condensazione?
Grazzini: Sono delle stupidaggini, solo un po' più efficienti. Comunque, gran parte del consumo nei trasporti è nel trasporto merci, e ovviamente la bicicletta non è una soluzione per questo.
Pubblico: Gli impianti fotovoltaici sono in contrasto con l'estetica della città di Firenze.
Pubblico: Per gli impianti eolici la potenza istallata nel 2008 è stata maggiore che del metano. E il fotovoltaico? L'eolico sarà in grado di risolvere i problemi? Firenze è uno dei maggiori attrattori di traffico (grande mobilità). Come hanno risolto problemi simili in Germania?
Grazzini: Il fotovoltaico e l'eolico stanno crescendo, ma mettendoci dentro anche l'idroelettrico siamo al 16% dell'energia elettrica richiesta, che a sua volta rappresenta il 20% dei consumi energetici.
Pubblico: Vivo a Borgo S. Lorenzo e veniamo a Firenze in macchina, in 3. Con i mezzi pubblici ci metterei troppo tempo, inoltre sarebbe più caro.
Parigi: Ho vissuto 20 anni a Hannover che è simile a Firenze. Ci sono 14 linee di tram, 5 linee di ferrovie metropolitane (in un raggio di 150 km) e il tempo di attesa medio è di 5-6 minuti. 600 km di piste ciclabili. La risposta è sempre l'intermodalità.
Pubblico: In Germania ci sono molti impianti fotovoltaici, nonostante ci sia meno sole che in Italia.
Pubblico: Il "piano casa" viene incontro a queste esigenze?
Grazzini: Il piano casa principalmente prevede aumenti di volume senza prevedere la messa norma di tutta la casa. Solo dal 2005 la legislazione si è adeguata al livello europeo per quanto riguarda i consumi delle case. Ancora la normativa non è a punto: per legge il 50% dell'acqua calda e il 20% dell'energia elettrica dovrebbe venire da fonti rinnovabili, ma i regolamenti sono stati rinviati. nel campo dei trasporti siamo i peggiori d'Europa. Per l'energia siamo basati sul gas, ma non abbiamo gran che come cogenerazione, poca geotermia (calore dal suolo). Oggi l'energia costa ancora poco, il petrolio costa meno dell'acqua minerale.
Pubblico: Alla casa dello studente lasciano sempre la luce accesa, riscaldamento a 30 gradi, ecc. Se questa è la nuova generazione...
Pubblico: perché negli edifici nuovi si usa ancora il termosingolo? Quale energia per il futuro? A Firenze non è troppo difficile inserire delle piste ciclabili o modificare gli edifici? Dal Chianti non c'è trasporto ferroviario, ma del rresto la Germania ha un territorio più pianeggiante.
Parigi: Io dico sempre che tutto quello che si può fare in Finlandia si può fare anche in Italia, ma qui ci sono delle tare culturali. Da noi vale sempre l'equazione energia = libertà.
Pubblico: Nessuno sa che si può prendere il treno tra le fermate cittadine con il biglietto dell'autobus.
Grazzini: Io ho fatto 2 piani energetici e Firenze non è diversa dalle altre città. Firenze non è limitata al centro storico. I flussi sono quasi uguali in ingresso e in uscita. Non si studiano i motivi della mobilità. Negli Stati Uniti tutti i bambini vanno a scuola in scuolabus. A Firenze la gran parte dei consumi sono nelle parti nuove. I piani energetici sono obbligatori per legge ma poi sono lasciati nei cassetti. I tempi di ritorno degli investimenti nel risparmio sono di circa 1-2 anni (considerando gli sgravi fiscali).
Pubblico: Se dovessi rifare la facciata e la facessi a norma (cappotto, ecc.) quanto mi costerebbe in più?
Grazzini: forse costerebbe il doppio, ma con il risparmio e con la detassazione si rientra presto dagli investimenti. manca però il credito. All'estero tutto questo viene fatto da ditte che investono e poi prendono in gestione gli edifici. In Italia il condominio non è una figura giuridica e per esempio non può contrarre un mutuo.
Pubblico: A livello globale quale energia potrebbe prendere il posto del petrolio? E cosa mi dite della fusione fredda?
Grazzini: Io non credo in una risorsa unica, le fonti rinnovabili sono sufficienti ma vanno usate per bene. Sempre per esempio, l'Italia produce energia elettrica senza riutilizzare il calore (cogenerazione). le competenze ci sono già, basta applicarle, come in medicina. Mancano le competenze professionali: per esempio per fare il muratore non è necessario avere una competenza specifica. La fusione fredda non si sa bene cos'è, in parte anche quella calda e il nucleare. Si parla di centrali di 4a e 5a generazione ma in realtà ancora non esistono. Se si fosse investito nelle energie rinnovabili quello che si è investiti nella fusione calda saremmo a posto.
Pubblico: Ho lavorato a Frascati sulla fusione fredda e calda. La fredda ancora non si sa cosa sia. Per la fusione calda ci si aspettano ancora almeno 30 anni ricerca. Ho abitato in una casa a riscaldamento a pompa di calore che pesava a 180 metri di profondità. Qual è l'efficienza di un sistema del genere? Di quanta energia ho bisogno?
Grazzini: L'efficienza di una pompa di calore è di circa 4 volte di energia prodotta per energia assorbita. Anche considerando le perdite in centrale per la produzione di energia elettrica, sono sempre più efficienti. Le pompe di calore potrebbero andare anche a gas, ma mancano i prodotti commerciali, e comunque i pochi che ci sono non si producono in Italia.
Pubblico: La mia bella bici non la lascio certo in strada.
Parigi: Mancano effettivamente i parcheggi custoditi, dovrebbero farli alla stazione con anche l'officina per la riparazione.
Pubblico: Se doveste fare una proposta in ambito cittadino quale sarebbe?
Grazzini: Le abbiamo fatte a livello di piano energetico: Trasporto pubblico e pedibus per i bambini quando vanno a scuola. Trasporto merci per il centro coordinato via web/telefonini. Tram e trasporto su gomma con trazione elettrica.
Parigi: Via dello Statuto, dove non passa più la tramvia, dovrebbe servire per collegare la pista ciclabile di Careggi con la Fortezza.
Pubblico: Sempre sulla fusione fredda: L'esperimento di Arata in Giappone sembra riproducibile.
Domanda: A Frascati abbiamo provato a fare un esperimento simile ma continua ad essere poco riproducibile.
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giovedì 10 dicembre 2009
Cosa c'è tra la vita e la morte
caffescienza del 10/12/2009
http://www.caffescienza.it/index.php?option=com_content&task=view&id=172
Con Leandro Barontini (medico anestesista, presidente del Comitato etico, ASL Pistoia) e Monica Toraldo di Francia (docente di Bioetica, Università di Firenze, membro del Comitato nazionale di Bioetica).
Moderatore: Stefano Ruffo (Dipartimento di Energetica, Università di Firenze)
Partecipano circa 75 persone.
Appunti di Franco Bagnoli.
Monica: La morte è un processo, non un atto istantaneo. Finché si parla di morte classica, l'arresto cardio-circolatorio, il cadavere freddo, non ci sono molti problemi morali. Questi nascono negli anni '60 con l'avvento delle macchine per la rianimazione che permettono di mantenere il flusso circolatorio e la ventilazione anche in assenza di funzioni encefaliche. Inoltre, dato che negli stessi anni si iniziano anche i primi trapianti di organi, si iniziano ad intrecciare i due problemi distinti della morte encefalica e del trapianto di organi. In questi ultimi anni inoltre si è aggiunto il problema del diritto all'interruzione delle cure da parte di soggetti non pienamente autonomi, il caso Welby e quello Englaro, ovvero il diritto a "staccare la spina" e la volontà presunta di farlo, e quindi il testamento biologico. Soprattutto per il caso Englaro, la magistratura si è rifatta alla giurisprudenza statunitense, che aveva già trattato casi analoghi. Questo è un esempio di materia per la cui regolazione le sentenze sono più adatte delle leggi, perché sono più flessibili e modificabili. Le leggi invece, come quella in discussione in parlamento, sono spesso influenzate da elementi non scientifici o ideologici, come che la vita sia un bene oggettivo e non parte del soggetto stesso. Con la legge Calabrò in discussione non ci sarebbe nessuno spazio per il testamento biologico dato che l'interruzione della cura sarebbe a tutti gli effetti un atto di eutanasia passiva.
Leandro: Per capire bene il problema occorre avere presente cosa succede al cervello dopo un evento traumatico, un ictus, una ischemia, un arresto cardiaco.
Il cervello è composto grosso modo da due parti: il tronco, che si occupa del funzionamento "basale" del corpo (respirazione ecc.) e l'encefalo che si occupa delle funzioni cognitive. L'attività encefalica di un soggetto si può classificare su due "canali" abbastanza indipendenti: coscienza e vigilanza, ognuno dei quali può avere vari livelli di attivazione. Per esempio, una persona immersa nei pensieri ha un alto livello dicoscienza (percezione di sé, del presente, passato e futuro personale) ma magari un livello molto basso di vigilanza. Uno sportivo in attesa del via o un militare in missione possono avere livelli molto alti di vigilanza e livelli molto bassi di coscienza.
Un danno cerebrale può portare al coma, che è l'assenza di coscienza e vigilanza, anche se l'encefalogramma non è piatto. Dopo il coma si puo recuperare in pieno o in parte un livello di coscienza, o passare in uno stato vegetativo che è definito come assenza di coscienza, anche se si possono avere vari livelli di vigilanza (reazioni al dolore, movimento degli occhi, ecc.). Lo stato vegetativo può durare a lungo e non sono stati identificati fattori predittivi di recupero. Tutti i pazienti che manifestano un certo grado di recupero neurologico rimangono in condizioni di grave disabilità; più lungo è il periodo di durata dello Stato Vegetativo e minori sono le possibilità di recupero. Gli aggettivi persistente e/o permanente sono sconsigliati e si consiglia di sostituirli con l’indicazione della durata della condizione (Stato Vegatativo da Numero di mesi o anni) la mortalità a tre anni è pari al 70% e a cinque anni è pari all’84%. Lo stato vegetativo è molto diverso dal coma e nessuno comunque propone di prelevare organi da persone in stato vegetativo o in coma.
La morte "classica", l'arresto cardio-circolatorio, porta all'interruzione del flusso sanguigno e quindi dell'ossigenazione del cervello, che muore. Dato però che le funzioni cardio-circolatorie possono essere espletate dalle macchine, si parla di morte encefalica quando il cervello è irrimediabilmente e irreversibilmente compromesso. Si ha quindi il cadavere a cuore battente, che è un caso che si può verificare solo in terapia intensiva. La diagnosi di morte encefalica avviene verificando che non c'è attività cerebrale o riflessi del tronco, quindi si staccano, per un determinato periodo di tempo (mediamente 7-8 minuti) le macchine respiratorie e si verifica che non ci sia attività repiratoria spontanea, anche in presenza di aumento di CO2, che è uno stimolatore potentissimo della respirazione. C'è un comitato di tre persone (un anestesista rianimatore, un neurologo e un medico legale) che verifica la morte.
Come medico, devo dire che sono momenti difficili. Il nostro obbligo morale è quello di salvare il paziente, ma quando ci si rende conto dell'irreversibilità del processo di morte, abbiamo anche l'obbligo morale di salvare altre vite attraverso il trapianto di organi. Quando arrestiamo le macchine per verificare la morte si può avere un arresto circolatorio che compromette la possibilità di prelievo degli organi.
Pubblico: L'espianto avviene solo a cuore battente? Non usate le macchine per il circolo sanguigno?
Leandro: Usiamo le macchine solo per sostituire la ventilazione. Possiamo aiutare il cuore con dei farmaci
Monica: Si stanno sperimentando dei protocolli di espianto di reni da cadaveri non a cuore battente, ma sono molto più pericolosi dato che l'organo può essere deteriorato.
Pubblico: Quali sono i tempi per l'accertamento della morte?
Leandro: Se il cuore rimane fermo più di 5 minuti l'encefalo muore. Il cuore può riprendere a battere anche dopo 15 minuti. Nel coma l'encefalogramma non è piatto, solo nel cadavere a cuore battente. Ho visto encefalogrammi piatti solo nel caso di arresto cardiaco provocato apposta per provare il funzionamento dei defibrillatori automatici.
Pubblico: Come si valuta lo stato di coscienza?
Leandro: Prima di tutto si valuta lo stato di vigilanza, per esempio se una persona segue con gli occhi il movimento, poi bisogna passare dei giorni insieme alla persona per capire se c'è reazione.
Pubblico: Ci sono delle persone coscienti che non reagiscono?
Leandro: Sì, ci sono delle persone paralizzate (locked-in) però nel loro caso l'encefalogramma mostra attività evidente.
Pubblico: Il disegno di legge Calabrò può essere anticostituzionale? E l'accanimento terapeutico?
Monica: Secondo me la legge presenta dei profili di incostituzionalità, perché l'articolo 32 della Costituzione dice che "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dalla persona umana". Il problema è l'interruzione di un trattamento già iniziato, per cui chi 'stacca la spina' può essere accusato di eutanasia passiva.
Pubblico: Ci sono esempi di stati vegetativi irreversibili?
Leandro: Si parla di stato persistente dopo tre mesi, permanente dopo un anno, un anno e mezzo, ma ci sono stati casi di "risveglio" anche dopo anni. Chiaramente, le probabilità di recupero e lo stato di salute fisico diminuiscono con il tempo. Per la prognosi degli stati vegetativi, come spesso avviene in medicina, ci basiamo su un "ragionevole gradi di certezza", ma la certezza assoluta non c'è mai.
Pubblico: Quanto vive un cuore espiantato? Come funziona l'espianto?
Leandro: Prima si prelevano fegato e reni, poi il cuore, che ovviamente si ferma. Gli organi vengono raffreddati in modo da ridurre il metabolismo e il consumo di ossigeno. Quindi si riimpianta l'organo e lo si riscalda, e quindi lo si fa ripartire. Il tutto più velocemente possibile.
Pubblico: Nel caso dei tumori, come avviene il decesso? Si possono donare gli organi?
Leandro: Il decesso dipende dal tumore. Può essere una emorragia se il tumore attacca un grosso vaso sanguigno, può essere una insufficienza epatica e renale, oppure polmonare. In ogni caso si tratta di una lesione grave ad un organo fondamentale, anche al cervello per esempio. In ogni caso non si possono donare gli organi.
Pubblico: Si rivive davvero la propria vita nel coma?
Leandro: Qui siamo ai confini della scienza. Quando l'attività neuronale è bassa non si capisce come si possano trasmettere gli impulsi, forse per via elettromagnetica?
Monica: Con l'imaging funzionale si può registrare cosa succede in queste fasi, se c'è attività neuronale o no.
Leandro: Teniamo presente che al risveglio c'è la liberazione di molte sostanze chimiche che possono produrre stati alterati, come anche l'attività neuronale tipica dell'epilessia. Per esempio, molte visioni mistiche sono collegate all'epilessia [del lobo temporale? ndr].
Ruffo: Consiglio la lettura di Soglie, di Carlo Alberto di Fanti.
Pubblico: leggere anche "sogno di una farfalla" [non ho capito però dove trovarlo. ndr]
Pubblico: La centralità del rapporto medico paziente?
Leandro: La capacità relazionale dei medici è molto meno stimata della loro capacità tecnica. Inoltre c'è un grosso problema di linguaggio, e bisogna tenere presente che almeno nelle prime fasi le persone sono molto impaurite, per esempio dopo una diagnosi di tumore, ed incapaci di prendere decisioni.
Pubblico: Le decisioni sono spesso prese in termini probabilistici, per esempio nell'espianto. Quanto si potrebbe ridurre la probabilità di prendere decisioni sbagliate?
Leandro: La legge italiana è molto garantisca, prevede sei ore di esame. Nel regno unito si guarda solo l'attività del tronco, eppure c'è una concordanza del 100% tra noi e loro. In Germania a volte si usa l'arteriografia cerebrale: si inietta un liquido di contrasto e si guarda se c'è flusso sanguisno nel cervello. Se questo non c'è il cervello muore dopo pochi minuti. Il Italia si può dire che la soglia è del 110%. Bisogna tenere anche presente che il concetto di morte encefalica nasce a causa dell'"intasamento" delle sale di rianimazione da parte di cadaveri a cuore battente, e dall'esigenza dei trapianti.
Monica: Bisogna considerare che il concetto di "cadavere caldo" va contro la nostra esperienza normale e fa impressione. Non bisogna fare confusione tra morte ed espianto. Molti filosofi considerano contrario alla dignità umana fare l'espianto prima della morte totale, ma ovviamente non ci sarebbero praticamente più trapianti.
Pubblico: Il caso Englaro sarebbe stato risolto più "velocemente" se non fosse stato reso pubblico?
Leandro: Sì, credo che sarebbe andata diversamente se non ci fosse stato questo grande interesse mediatico. Sicuramente in tutti questi anni ci sono stati degli episodi di crisi che non hanno portato alla morte a causa di un certo "accanimento terapeutico". I pazienti in stato vegetativo da anni hanno un fisico molto fragile e compromesso, altro che "generare figli" come hanno detto per Eluana. Ovviamente io personalmente mi auguro che se mi succedesse qualcosa i medici che mi curano si accaniscano almeno un po'...
Monica: Invece di 'accanimento terapeutico' oggi si preferisce parlare di 'trattamenti futili' per evidenziare il carattere circostanziale della decisione di non iniziare, o di interrompere i trattamenti, ossia il fatto che non è la natura del mezzo a risultare più o meno appropiata bensì l'uso che se ne fa.. Il concetto di futilità medica è stato definito come: non in grado di portare un cambiamento fisiologico, nè un miglioramento qualitativo della vita (M.De Tilla, L.Militerni, U. Veronesi, a cura di, Il Testamento biologico, 2007).
Pubblico: Si può stimolare la gente in coma?
Leandro: Si tratta in genere di terapia più utile per i parenti, che vogliono fare qualcosa per il loro congiunto, che per il paziente. Quando l'attività cerebrale e ridotta difficilmente uno stimolo può arrivare alla corteccia.
Pubblico: Quale è la storia della definizione di morte?
Monica: E con le macchine che nasce il problema vero, anche se ci sono state varie definizioni di morte, usando per esempio delle bacinelle di acqua per vedere se c'era qualche movimento.
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martedì 25 settembre 2007
Armi nucleari: verso nuovi equilibri del terrore?
Luogo: Libreria Cafè La Citè, Borgo San Frediano 20 rosso, Firenze
Caffè-Sociale
con Angelo Baracca (Università di Firenze), autore del libro A volte ritornano: il nucleare (Jaca Books).
Moderatore: Lapo Casetti (Università di Firenze)
A più di sessant'anni dal bombardamento di Hiroshima e Nagasaki la minaccia delle armi nucleari è tutt'altro che un lontano ricordo. Nonostante la fine della contrapposizione frontale fra le due superpotenze nucleari, negli arsenali rimangono testate a sufficienza per distruggere il pianeta svariate volte, e il processo di disarmo sembra essersi arrestato. Inoltre la firma del trattato di non-proliferazione nucleare, che mirava a evitare che altri paesi oltre a Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia potessero dotarsi di armi nucleari e al quale hanno aderito moltissimi paesi, non ha purtroppo impedito la costruzione di ordigni nucleari in India, Pakistan e Israele; e altri sembrano pronti a unirsi al "club nucleare". Vi sono poi fondati timori che le armi nucleari, considerate dopo Hiroshima uno strumento di pura deterrenza, possano essere di nuovo utilizzate nei teatri di guerra.
Qual è la situazione attuale degli armamenti nucleari?
Quali sono oggi le reali prospettive di disarmo nucleare?
Qual è il ruolo degli scienziati nella ricerca nucleare e più in generale nella
ricerca militare?
In Italia ci sono armi nucleari? Chi le controlla?
Contatti: Lapo Casetti, info@caffescienza.it, Tel. 055 4572311
sabato 15 settembre 2007
Le scienze in cucina
Luogo: SMS-Rifredi , via Vittorio Emanuele 303, Firenze
http://www.caffescienza.it/index.php?option=com_content&task=view&id=51&Itemid=30
Stefano Ruffo
Chi non ha sentito qualche volta un amico dire: “ … non sono capace di cucinare nemmeno un uovo”. Pare che le persone si dividano fra chi sa cucinare e chi no.
Ovviamente, con malizia, la tua sposa/compagna suggerisce che sia solo questione di pigrizia maschile. Io non credo che sia così, ed anzi rilancio con un caso parallelo. Il mondo si divide fra chi odia e chi ama la matematica, … o la fisica. Non si divide fra chi odia e chi ama la chimica o la biologia. Chissà perché? La chimica la si può solo odiare perché sinonimo di sostanze “inquinanti”. E la biologia? L’aggettivo “biologico” può essere associato ai rifiuti, ma anche al cibo senza additivi, quindi si va da una connotazione “negativa” ad una “positiva”. In ogni caso, oggi il mondo si può forse dividere fra chi ama il “biologico” e chi ne resta indifferente, ma nessuno lo odia.
Azzardo un’ipotesi: chi ama la matematica e/o la fisica è considerato un un po’ masochista, qualcuno che si vuol far del male. E per quanto riguarda la cucina? Che gioia c’è a diventare letteralmente “pazzi” cercando di non far “impazzire” una maionese? Letteralmente nessuna, anzi è un vero stress, una sofferenza, un esercizio di masochismo. Ci prepariamo ad aggiungere lentamente olio d’oliva all’uovo sbattuto con la stessa ansia con la quale affrontiamo una espressione algebrica, o una ardita costruzione geometrica, o il calcolo dell’accelerazione lungo un piano inclinato. Forse va meglio con l’uovo all’occhio di bue, che può essere paragonato alle operazioni elementari: somma, sottrazione, moltiplicazione, …. Con la divisione già siamo nei guai, l’occhio di bue è diventato una “coque”, dobbiamo bollire 3 minuti? Mettere l’uovo a freddo o a caldo? Usare l’uovo appena estratto dal frigo o farlo riscaldare? E per la divisione: come si fa un riporto? Maledette queste virgole! Insomma: la cucina come la fisica o la matematica? Perché no? Allora prendiamo la cosa sul serio. Ammettiamo che in cucina si possa dimostrare un teorema. Ad esempio il seguente teorema “no-go”: Non si accosti mai un rosso ad un piatto di pesce. I teoremi hanno bisogno di ipotesi, e le ipotesi sono formulate basandosi su assiomi ed enti. Cosa è un rosso, … e cosa è un pesce? Beh, ammettiamo che tutto sia “ben definito”. Ma la dimostrazione? Questa non può essere per induzione: tutte le volte che ho bevuto un rosso con un pesce è stata una sofferenza, quindi mi aspetto anche che la prossima volta ….Chissa se un domani qualche chef provocatore non servirà un rosso tanninico insieme alla più delicata “coquille st.-jacques” (o mazzancolla che dir si voglia), violando la procedura induttiva?
Un modo di risolvere, o almento alleggerire, le ardue difficoltà della cucina sarebbe quello di avere almeno alcune risposte certe, oggettive, “scientifiche” ad alcune semplici domande, come quella appena formulata in forma di tesi di un “teorema di cucina”. E’ quello che ci possiamo aspettare facendo incontrare un fisico (o un matematico) ed un cuoco? Anche se i risultati dell’incontro possono essere imprevedibili, sicuramente ciascuno dei due si lancerà in deliri appassionati per la sua disciplina, … e magari, in questi voli pindarici, contagerà il “compagno di viaggio” . Sicuramente la cucina e la fisica appassionano, e dalla passione può scaturire qualcosa di nuovo. E’ l’impressione che si riceve leggendo il libro di Davide Cassi ed Ettore Bocchia: “Il gelato estemporaneo” (Sperling-Kupfer, 2007). Nel libro si fonda una nuova disciplina: la “cucina molecolare italiana” e se ne enunciano i “principi”, esattamente come per la fisica. Primo principio della dinamica: in un sistema inerziale un corpo non soggetto a forze rimane fermo se lo era o si muove di moto rettilineo uniforme. Primo principio della “cucina molecolare italiana”: le nuove ricette dovranno andare ad aggiungersi nei ricettari italiani a quelle tradizionali senza spodestarle ma armonizzandosi con esse …. E così via. Cosa si può sperare da questo incontro al vertice? Almeno di entrare in cucina avendo qualche sorta di guida nella scelta dei parametri. Quale temperatura? Quanta acqua? Per quanto tempo? Spesso sulla ricetta troviamo il famigerato QB (quanto basta), vi può essere anche una giustificazione scientifica a questo concetto: ad esempio la quantità di farina in una ricetta può variare perché la farina è igroscopica ed assorbe l’umidità dell’aria.


