sabato 6 marzo 2010


lunedì 22 febbraio 2010

Dal software libero a wikipedia. Collaborare in rete.

giovedì 18 febbraio 2010 ore 21:00
Luogo: SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303, Firenze
con Gianni Comoretto (Osservatorio astrofisico di Arcetri) e Lorenzo Losa (amministratore di Wikipedia).
Moderatore: Franco Bagnoli (Dipartimento di Energetica, Università di Firenze)



Partecipano circa 60 persone. Appunti di Franco Bagnoli.

Comoretto: Le caratteristiche del software libero è che è aperto, collaborativo, e gratis. Esempio: Linux. Facciamo un esempio: io ho acquistato un motorino elettrico, ma non ero soddisfatto della batteria e l'ho cambiata con una al litio. La parte meccanica è stata facile: si taglia, si salda, ecc. Poi volevo cambiare il software (firmware) che controlla per esempio lo stato di carica della batteria. E qui iniziano i problemi, dato che questo software è chiuso e non ci sono i sorgenti. Inoltre, il tipo di contratto con cui te lo vendono impedisce di modificarlo!! Lo stesso accade comprando un computer con windows: posso eventualmente modificare l'hardware (magari perdendo la garanzia), ma non posso modificare il software. Non posso neppure sapere che cosa sta facendo. La scienza invece è sempre stata formulata in maniera "aperta", ognuno costruisce qualcosa di nuovo partendo dai risultati ottenuti dagli altri.
Losa: Wikipedia è una enciclopedia libera, nata nel 2001. Ci sono degli amministratori, ma non solo loro a scrivere gli articoli, che sono invece il contributo degli utenti. Ci sono 5 regole (vedere oltre, ndr.) di cui la più importante è "abbiate un punto di vista neutrale". Nella pratica ovviamente ci sono dei comportamenti asociali, per esempio c'è il vandalismo, ma questo viene corretto rapidamente dato il grande numero di utenti. Ci sono anche dei progetti meno conosciuti, come quelli dei dizionari o delle raccolte digitali, le citazioni. C'è una fondazione, Wikimedia, che si occupa che il tutto funzioni. Il 20 Marzo c'è l'assemblea di wikimedia Italia a Perugia.
Pubblico: Come funziona nella pratica? come si evita il malware nel software libero, dato che tutti possono metterci le mani? E in wikipedia come si ovvia alle informazioni false?
Comoretto: Il software libero è sicuro perché le modifiche sono riviste da moltissime persone.
Losa: Il vandalismo è comune in Wikipedia, e viene corretto in genere da altri utenti. C'è un file di registro (log) di tutte le modifiche fatte, e ci sono delle persone che esaminano le modifiche inserite per evitare quelle palesemente false. Di solito gli errori restano di più nelle voci che sono consultate di meno. In alcune voci (per esempio quella relativa a Berlusconi) è difficile avere un punto di vista neutrale, e a volte ci sono degli accanimenti....
Pubblico: Nel kernel di Linux il 75% delle righe di codice è scritto da persone che fanno parte di grandi aziende. Se il software è riservato agli esperti, è ancora collaborativo?
Pubblico: Spesso o progetti collaborativi sono accusati di distruggere economia basata sulla proprietà intellettuale.
Comoretto: Il software libero può anche permettere di guadagnare: per esempio la SUN (che costruisce computer) ha visto che può avere un ritorno economico per i servizi aggiuntivi. Firefox/Mozilla è un altro esempio di ditta che rilascia il proprio software gratuitamente. Il kernel di Linux è effettivamente molto grosso e complesso e quindi solo gli esperti riescono a metterci le mani, ma Linux no è solo il kernel, ci sono tanti applicativi che sono alla portata di molte più persone.
Pubblico: C'è forse una dimensione critica del team che partecipa ad un progetto?
Comoretto: Di solito il progetto funziona bene se c'è un nucleo di programmatori a tempo pieno, e una serie di volontari che curano gli aspetti non critici.
Losa: Bisogna anche prendere in considerazione un cambiamento di modello economico. Certo che chi fa cose scadenti (come windows o encarta..) è giusto che esca dal mercato. Da dove dovrebbero venire i guadagni se si eliminano le "rendite" di posizione?
Pubblico: Possiamo fidarci di wikipedia in quanto all'affidabilità?
Losa: Nessuna cosa deve essere presa per oro colato. Il meccanismo di qualità è dato dal grande numero di persone che partecipano e dal controllo sociale. Un buon indicatore di qualità è dato da quante modifiche sono state effettuate su una voce, e secondo una ricerca pubblicata su Nature nel 2005 è, per le voci scientifiche, superiore a quello delle migliori enciclopedie tradizionali.
Pubblico: Conviene sempre usare il confronto tra le voci in più lingue
Pubblico: Forse c'è troppa parcellizzazione della conoscenza. Mancano dei quadri di riferimento.
Losa: La struttura di riferimento è in genere data dai link.
Pubblico: Forse si riferisce ai wikibook.
Losa: Effettivamente c'è il problema di riuscire a parlare a più livelli, di solito è risolto iniziando una voce con una presentazione generale per poi passare all'approfondimento.
Pubblico: Sono un utonto. Con Linux mi sento handicappato, alcune cose non mi riescono, mancano le applicazioni. Bisogna renderlo più semplice e dare più informazione. Per esempio non mi riesce di consultare il manuale di una stampante perché manca l'applicazione per aprirlo.
Comoretto: La qualità di Wikipedia dipende dal numero di persone che lavorano su una pagina. La qualità del software libero dipende pure dal numero di persone, che però in questo caso sono di meno.
Losa: Uno dei problemi maggiori di compatibilità è dato dall'uso di formati non standard. Bisogna prendere l'abitudine di lamentarsi con i produttori.
Pubblico: La conoscenza andrebbe considerata un bene comune. Bisogna andare oltre la dialettica tra copyright e pirateria. Come gestire la tutela della cultura?
Pubblico: Per l'affidabilità c'è bisogno di più spirito critico da parte degli utenti.
Losa: Spesso nelle pagine di Wikipedia ci sono degli avvisi tecnici che possono dare informazioni aggiuntive sull'affidabilità, per esempio che una pagina non soddisfa i criteri di qualità di Wikipedia. Il copyright deve essere una garanzia per l'autore, non un vincolo per l'utente. Il copyleft cerca di ovviare a questi problemi.
Pubblico: Wikipedia è così affidabile che può causare un abbassamento delle difese critiche.
Losa: Cosa si potrebbe fare per evitarlo?
Pubblico: Qual è il livello di democraticità del software libero e di Wikipedia? In Wikipedia le pagine sono sostanzialmente indipendenti, mentre nel software libero una modifica può causare danni in applicazioni anche non direttamente collegate. In Wikipedia mi sembra che si tenda sempre ad una media, l'eccellenza non partecipa...
Losa: Quando partecipano tante persone non si fa la media, ma di solito si prende il meglio. In ogni caso basta indicare la sorgente del dato.
Comoretto: Il software deve essere scritto in maniera chiara per poter essere modificato. Ci sono anche strumenti tecnici per gestire questo processo, come si usa fare in ambito scientifico. C'è sempre un coordinatore che però è una persona a pari livello delle altre. Anche in altri ambienti si è visto che i sottoposti tendono a mentire al "capo" per far vedere che tutto va bene. Tutto questo è descritto nel libro di Stallman "La cattedrale ed il bazaar".
Pubblico: Wikipedia è a disposizione di più persone rispeto all'Enciclopedia Britannica, e questo favorisce l'accesso alla conoscenza. Ancora stiamo trasportando sul web la conoscenza su carta, poi ad un certo punto tutto questo materiale andrà riorganizzato.
Pubblico: Come sono state scelte le regole di Wikipedia? Perché funzionano?
Losa: Le regole sono state scelte in maniera pratica, costruite strada facendo. Le 5 regole sono: Wikipedia è una enciclopedia. Wikipedia è a contenuto libero. Ci sono delle regole. Bisogna assumere un punto di vista neutrale. Wikipedia non ha regole fisse. Quest'ultima regola serve perché le regole devono avere il compito di semplificare la vita, non di complicarla.
Comoretto: Per la sicurezza, nessuno garantisce che un software sia assolutamente sicuro, è sempre una gara tra serratura e grimaldello. Il software libero è comunque più più rapido a correggersi, è meno attaccato anche perché è meno diffuso e anche perché è basato su Unix, che è un sistema nato in rete. Inoltre si sa cosa sta girando, non ci sono backdoors.
Pubblico: Cosa succederà tra 5 anni? Quale evoluzione del software? Il software libero è solo per le nicchie di mercato come i farmaci per le malattie rare? E come sarà la conoscenza digitale tra 5 anni?
Losa: Tra 5 anni ci saranno sicuramente tante più informazioni sia libere che proprietarie. Per gli ebook reader siamo solo all'inizio e i contenuti sono bloccati e cari. Il futuro è difficile da prevedere, sono solo 2-3 anni che Wikipedia è conosciuta a livello globale.
Comoretto: Non mi aspetto grandi differenze. quasi tutto il software chiuso a un equivalente libero. Quando il software nasce dalle esigenze delle persone di solito si trova chi lo scrive in formato libero. Viceversa, direi che quello di nicchia è il software chiuso, legato ai driver, firmware e ai giochi, che sono oggetti di rapida obsolescenza.
Pubblico: Chi paga Wikipedia e perché?
Losa: I costi di Wikipedia sono per fortuna contenuti. L'anno scorso abbiamo speso 10 milioni di dollari, e nella campagna di poche settimane alla fine dell'anno abbiamo raccolto 5 milioni di donazioni, altri due sono stati dati da Google, il resto è stato raccolto durante l'anno. Google collabora ovviamente perché Wikipedia gli fa comodo..
Pubblico: Come sono fatte le persone che stanno dietro Wikipedia ed il software libero?
Comoretto: Di solito sono programmatori bravi, ma che non lo fanno per mestiere, oppure professionisti del software libero.
Losa: I wikipediani sono molto variegati, dai 12 agli 80 anni.
Pubblico: Molti sono programmatori pagati da grandi ditte.
Pubblico: Forse bisognerebbe che le università e gli enti pubblici investissero in questi contributi liberi. E forse bisognerebbe migliorare la situazione dei micropagamenti, tipo flatr.
Losa: Ci sono comunque dei settori che sono indietro: musica, libri e film.
Comoretto: La SIAE non aiuta certo. Una volta non capivano perché non volevamo mettere il bollino sui cd di Linux...
Pubblico: Quali sono i progetti falliti?
Losa: Ci sono molti progetti in corso d'opera che un po' stentano, per esempio il progetto openstreetmap.
Comoretto: Firefox per esempio è partito molto male, quando Netscape decise di rilasciare il suo software sotto licenza open, ci sono stati dei grossi errori di gestione. I progetti molto complessi ovviamente non si possono gestire in maniera spontaneistica.

giovedì 28 gennaio 2010

Smuovere il risparmio energetico

Caffescienza del 28/1/2009


http://www.caffescienza.it/index.php?option=com_content&task=view&id=173


con Giuseppe Grazzini (Dipartimento di Energetica, Università di Firenze) e Valerio Parigi (FIAB-Firenze In Bici)

Moderatore: Giovanni La Penna (Istituto di Chimica dei Composti OrganoMetallici, CNR)


Appunti di Franco Bagnoli


Partecipano circa 65 persone.



Giovanni presenta un bicicletta a trazione assistita, simile a questa

Riassunto

Grazzini presenta delle slide. Siamo noi paesi Europei e Stati Uniti che consumiamo la gran parte delle risorse e quindi dobbiamo ridurre i nostri consumi. Il picco della produzione petrolifera (che si presume sarà raggiunto al più entro il 2020) il che causerà un aumento notevole del costo dell'energia. Bisogna ricordare che la crisi del '29 finì effettivamente nel '45 con la seconda guerra mondiale, nonostante i costi bassi dell'energia. A Copenaghen i politici si sono messi d'accordo per un aumento di 2 gradi. Con 3 gradi (vedi slide) ci saranno tante parti dell'Italia sotto il livello del mare. Ma non si è previsto nulla per la difesa del litorale. Bisogna tenete presente che la maggior pare del consumo dell'energia va nel riscaldamento. Lo sviluppo sostenibile vuol dire mantenere un'alta qualità della vita senza esaurire le risorse. Ma la termodinamica pone dei limiti a quello che si può fare. Le tecnologie a disposizione sono il fotovoltaico, l'eolico e soprattutto il risanamento degli edifici. dobbiamo avere un uso più razionale dei combustibili, per esempio attraverso la cogenerazione (riutilizzo del calore prodotto in ambienti industriali). Nel 1930 da un kg di petrolio si ottenevano "100kg" di energia. ora siamo a venti, eppure la gente ne vuole sempre di più. Con la scomparsa dell'energia a buon mercato la nostra società può collassare. Ma per risparmiare dobbiamo cambiare il modello sociale.

Parigi: Gran parte dei consumi è dovuta ai trasporti. Il motore a scoppio ha una efficienza piuttosto bassa (circa il 14% ndr). Nel modello europeo di mobilità l'auto deve essere l'ultima ancora. Prima di accendere la macchina occorre accendere il cervello. Ma le automobili già presenti impediscono la redistribuzione dello spazio stradale. Il Europa la bicicletta rappresenta il 10-20% dei trasporti, con punte del 40-45% per esempio a Muenster (Germania) e in altre città europee , superando l'automobile ed anche i trasporti pubblici. Anche a Firenze si potrebbe raggiungere una quota notevole di trasporto in bici con investimenti modesti. L'associazione Firenze in bici (FIB) ha monitorato cosa succede ai varchi della ztl contando le bici e i motorini (che non sono monitorati dalle telecamere) e confrontando i dati con quelli delle automobili. In Ottobre 2009 sono ntrate /uscite dalla ZTL oltre 6000 bici in due ore (7:30-9:30) del giorno di rilevazione, una ogni 3 motorini. Questo vuol dire che a Firenze ci sono 20-25.000 persone che usano la bici. Bisognerebbe certamente intervenire sullo spazio stradale. La soluzione è l'intermodalità, come si fa in Europa, dove le bici si possono portare in treni e metropolitane. Un'altra risorsa è il bike-sharing, o anche l'intermodalità auto-bici. Bisogna per esempio intervenire sulla moderazione del traffico, impedendo l'attraversamento dei quartieri, ma prevedendo percorsi che "tornano indietro" dopo aver raggiunto una determinata area, strade a corsia singola a bassa velocità. La bici è la soluzione perfetta per un range di spostamenti di 5-7 km, ma ovviamente dobbiamo prevedere delle piste ciclabili che siano collegate, non come a Careggi la cui pista ciclabile è scollegata dalle altre.

Pubblico: Che cosa dite delle caldaie a condensazione?

Grazzini: Sono delle stupidaggini, solo un po' più efficienti. Comunque, gran parte del consumo nei trasporti è nel trasporto merci, e ovviamente la bicicletta non è una soluzione per questo.

Pubblico: Gli impianti fotovoltaici sono in contrasto con l'estetica della città di Firenze.

Pubblico: Per gli impianti eolici la potenza istallata nel 2008 è stata maggiore che del metano. E il fotovoltaico? L'eolico sarà in grado di risolvere i problemi? Firenze è uno dei maggiori attrattori di traffico (grande mobilità). Come hanno risolto problemi simili in Germania?

Grazzini: Il fotovoltaico e l'eolico stanno crescendo, ma mettendoci dentro anche l'idroelettrico siamo al 16% dell'energia elettrica richiesta, che a sua volta rappresenta il 20% dei consumi energetici.

Pubblico: Vivo a Borgo S. Lorenzo e veniamo a Firenze in macchina, in 3. Con i mezzi pubblici ci metterei troppo tempo, inoltre sarebbe più caro.

Parigi: Ho vissuto 20 anni a Hannover che è simile a Firenze. Ci sono 14 linee di tram, 5 linee di ferrovie metropolitane (in un raggio di 150 km) e il tempo di attesa medio è di 5-6 minuti. 600 km di piste ciclabili. La risposta è sempre l'intermodalità.

Pubblico: In Germania ci sono molti impianti fotovoltaici, nonostante ci sia meno sole che in Italia.

Pubblico: Il "piano casa" viene incontro a queste esigenze?

Grazzini: Il piano casa principalmente prevede aumenti di volume senza prevedere la messa norma di tutta la casa. Solo dal 2005 la legislazione si è adeguata al livello europeo per quanto riguarda i consumi delle case. Ancora la normativa non è a punto: per legge il 50% dell'acqua calda e il 20% dell'energia elettrica dovrebbe venire da fonti rinnovabili, ma i regolamenti sono stati rinviati. nel campo dei trasporti siamo i peggiori d'Europa. Per l'energia siamo basati sul gas, ma non abbiamo gran che come cogenerazione, poca geotermia (calore dal suolo). Oggi l'energia costa ancora poco, il petrolio costa meno dell'acqua minerale.

Pubblico: Alla casa dello studente lasciano sempre la luce accesa, riscaldamento a 30 gradi, ecc. Se questa è la nuova generazione...

Pubblico: perché negli edifici nuovi si usa ancora il termosingolo? Quale energia per il futuro? A Firenze non è troppo difficile inserire delle piste ciclabili o modificare gli edifici? Dal Chianti non c'è trasporto ferroviario, ma del rresto la Germania ha un territorio più pianeggiante.

Parigi: Io dico sempre che tutto quello che si può fare in Finlandia si può fare anche in Italia, ma qui ci sono delle tare culturali. Da noi vale sempre l'equazione energia = libertà.

Pubblico: Nessuno sa che si può prendere il treno tra le fermate cittadine con il biglietto dell'autobus.

Grazzini: Io ho fatto 2 piani energetici e Firenze non è diversa dalle altre città. Firenze non è limitata al centro storico. I flussi sono quasi uguali in ingresso e in uscita. Non si studiano i motivi della mobilità. Negli Stati Uniti tutti i bambini vanno a scuola in scuolabus. A Firenze la gran parte dei consumi sono nelle parti nuove. I piani energetici sono obbligatori per legge ma poi sono lasciati nei cassetti. I tempi di ritorno degli investimenti nel risparmio sono di circa 1-2 anni (considerando gli sgravi fiscali).

Pubblico: Se dovessi rifare la facciata e la facessi a norma (cappotto, ecc.) quanto mi costerebbe in più?

Grazzini: forse costerebbe il doppio, ma con il risparmio e con la detassazione si rientra presto dagli investimenti. manca però il credito. All'estero tutto questo viene fatto da ditte che investono e poi prendono in gestione gli edifici. In Italia il condominio non è una figura giuridica e per esempio non può contrarre un mutuo.

Pubblico: A livello globale quale energia potrebbe prendere il posto del petrolio? E cosa mi dite della fusione fredda?

Grazzini: Io non credo in una risorsa unica, le fonti rinnovabili sono sufficienti ma vanno usate per bene. Sempre per esempio, l'Italia produce energia elettrica senza riutilizzare il calore (cogenerazione). le competenze ci sono già, basta applicarle, come in medicina. Mancano le competenze professionali: per esempio per fare il muratore non è necessario avere una competenza specifica. La fusione fredda non si sa bene cos'è, in parte anche quella calda e il nucleare. Si parla di centrali di 4a e 5a generazione ma in realtà ancora non esistono. Se si fosse investito nelle energie rinnovabili quello che si è investiti nella fusione calda saremmo a posto.

Pubblico: Ho lavorato a Frascati sulla fusione fredda e calda. La fredda ancora non si sa cosa sia. Per la fusione calda ci si aspettano ancora almeno 30 anni ricerca. Ho abitato in una casa a riscaldamento a pompa di calore che pesava a 180 metri di profondità. Qual è l'efficienza di un sistema del genere? Di quanta energia ho bisogno?

Grazzini: L'efficienza di una pompa di calore è di circa 4 volte di energia prodotta per energia assorbita. Anche considerando le perdite in centrale per la produzione di energia elettrica, sono sempre più efficienti. Le pompe di calore potrebbero andare anche a gas, ma mancano i prodotti commerciali, e comunque i pochi che ci sono non si producono in Italia.

Pubblico: La mia bella bici non la lascio certo in strada.

Parigi: Mancano effettivamente i parcheggi custoditi, dovrebbero farli alla stazione con anche l'officina per la riparazione.

Pubblico: Se doveste fare una proposta in ambito cittadino quale sarebbe?

Grazzini: Le abbiamo fatte a livello di piano energetico: Trasporto pubblico e pedibus per i bambini quando vanno a scuola. Trasporto merci per il centro coordinato via web/telefonini. Tram e trasporto su gomma con trazione elettrica.

Parigi: Via dello Statuto, dove non passa più la tramvia, dovrebbe servire per collegare la pista ciclabile di Careggi con la Fortezza.

Pubblico: Sempre sulla fusione fredda: L'esperimento di Arata in Giappone sembra riproducibile.

Domanda: A Frascati abbiamo provato a fare un esperimento simile ma continua ad essere poco riproducibile.